3 Apr 2002, 18:35Sono liberi i sei giornalisti - 5 italiani e un armeno - rifugiatisi ieri nel convento francescano accanto alla chiesa della Natività di Betlemme. Lo ha riferito l'inviato della Rai, Marc Innaro. Sono stati prelevati da due auto blindate del consolato generale italiano a Gerusalemme e ora, scortati, si accingono a uscire dalla cittadina cisgiordana, diretti a Gerusalemme. Le macchine sono guidate da carabinieri italiani. Con i giornalisti c'è il viceconsoleSecondo quanto ha riferito Marc Innaro, all'interno del convento francescano i giornalisti "non sono mai stati tenuti come ostaggi" dai circa 200 miliziani armati di diverse organizzazioni palestinesi. Ora si teme un assalto delle truppe israeliane schierate intorno al convento, nel quale restano, oltre ai miliziani, anche una trentina di frati, 4 suore e due bambini."Siamo usciti da un quarto d'ora dal Convento attiguo alla Chiesa della Natività, ed ora il rischio è che scoppi la battaglia, che le forze armate israeliane tentino di entrare. C'è il rischio di una carneficina che possa coinvolgere anche i 30 frati il cui scopo di vita è attestare la propria fede, la voglia di pace": sono le prime parole al Tg3 di Marc Innaro.Dentro la Chiesa, aggiunge Innaro, ci sono anche "gruppi che non vogliono arrendersi e questa è l'incognita delle prossime ore". I cinque giornalisti italiani e uno armeno sono usciti scortati da "un convoglio di auto blindate, due italiane ma anche altre inglesi e americane assieme a mezzi blindati israeliani", racconta Innaro, mentre il corteo di auto si ferma "alla tomba di Rachele, a un posto controllo a ridosso della tomba"."Siamo tutti e sei in buone condizioni non siamo mai stati ostaggio e tra pochi minuti saremo a Gerusalemme", dice in tono concitato e racconta il "panorama sconvolgente, devastante di macerie, di morti, di soldati, di carri armati ovunque" che si lascia alle spalle. "E' impressionante la dimostrazione di potenza esibita dall'esercito israeliano" dice."Nella chiesa ci sono 200 miliziani palestinesi di tutte le fazioni, armati e decisi a resistere. Ci sono anche civili, un farmacista e anche due ragazzini, poco più di 13-14 anni, che si sono trovati casualmente ieri in mezzo agli scontri e si sono rifugiati nella Chiesa. Non sanno più che fare, sono insieme a queste decine di uomini armati che hanno visto nella Chiesa l'ultima speranza per rimanere in vita.E separati ci sono 30 frati che questa sera ci hanno salutato. E' stata una separazione straziante. Che fine faranno? Ci hanno detto di avvertire il mondo. Il rischio e' che ci sia battaglia ora; è concreto il tentativo di entrare delle forze armate israeliane. C'è il rischio di una carneficina che possa coinvolgere i 30 frati e le suore il cui scopo di vita è testimoniare la propria fede, la speranza di pace".
Con i frati francescani, dice infine Innaro,"siamo stati 24 ore. Hanno ospitato non solo noi, anche altri, 'creature come noi, creature di Dio che hanno diritto alla salvezza' dicevano. Ma questi gruppi non vogliono arrendersi e questa è l'incognita delle prossime ore". |
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