ROMA. «Chi vuole il dialogo, non deve umiliare. Il negoziato deve essere ad armi pari se si vuole la pace»: è l?accusa di David Grossman al governo israeliano, responsabile di tenere Yasser Arafat segregato a Ramallah. «Il modo in cui Sharon tratta Arafat - denuncia lo scrittore israeliano - è vergognoso». Grossman è in Italia per presentare una serie di iniziative di dialogo tra le due comunità; prima fra tutte, la catena umana nei Territori occupati prevista per giugno, nel 35° anniversario della guerra che nel 1967 consentì agli israeliani di conquistare, in sei giorni, la Cisgiordania e Gerusalemme Est, la Striscia di Gaza, il Sinai e le alture del Golan. Lo scrittore non risparmia però l'anziano leader palestinese, cui rimprovera di «essersi lasciato sfuggire un'occasione storica a Camp David», e accusa il governo israeliano di aver fatto della risposta al terrore un'arma da manipolare.
Agi - La Stampa 06 febbraio 2002
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