l'Unità 14 marzo 2002
sabato 2 maggio 2009
Uri Avnery"Indegni i massacri nei Territori i falchi vanno fermati subito"
«I massacri nei campi profughi, le deportazioni di massa, le umiliazioni inflitte al popolo palestinese sono indegne di un Paese che si ritiene ancora democratico. Ciò che Sharon sta perpetrando nei Territori palestinesi è un crimine contro l’umanità. I falchi vanno fermati, subito. Con i suoi balbettii, la Comunità internazionale si fa complice di un bagno di sangue». A denunciarlo è lo scrittore-simbolo dell’Israele pacifista: Uri Avneri. Assieme ad altri 500 intellettuali, accademici, artisti e militanti pacifisti, Avneri è il firmatario di una lettera-appello al segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, in cui si chiede l’impiego di truppe Onu nei territori occupati per porre fine agli scontri a fuoco e salvare vite umane. «L’obiettivo delle forze internazionali d’interposizione - spiega Avneri - deve essere l’imposizione di un cessate il fuoco immediato e la separazione delle forze in campo israeliane e palestinesi». Si tratterebbe, aggiunge, di un primo, decisivo, passo verso una «Conferenza internazionale da convocare al più presto»Nei Territori è guerra totale«Non è una guerra. La guerra non cancella il diritto. Quello in atto nei Territori è un crimine contro l’umanità perpetrato da Sharon e dai suoi generali-falchi. Una guerra non impone di marchiare le braccia dei civili fatti prigionieri, non porta necessariamente alle punizioni collettive, non cancella Convenzioni internazionali come quella di Ginevra sui diritti delle popolazioni civili e dei prigionieri in una situazione di conflitto armato. Sharon sta infangando Israele. Deve essere fermato, prima che sia troppo tardi»«No. Sharon sta creando le condizioni per altre stragi di innocenti in Israele. I rastrellamenti nei campi profughi, le eliminazioni mirate, i bombardamenti a ripetizione sono il modo migliore per raforzare le fila dei kamikaze. Sharon è l’ufficiale reclutatore dei kamikaze. Sfido chiunque in Israele a sentirsi più al sicuro dopo l’ennesima mattanza nei Territori. Tutti si atttendono altri attentati suicidi, come disperata risposta di un palestinese senza speranza»«Nessuno, neanche l’abile e spregiudicato Peres, potrà mai convincermi che Ariel Sharon, l’uomo di Sabra e Chatila, rappresenti una sorta di male minore rispetto agli oltranzisti fanatici, quelli che invocano una deportazione di massa dei tre milioni di palestinesi che popolano la Cisgiordania e la Striscia di Gaza. Ariel Sharon è un pericolo per Israele e la pace in questa tormentata regione».
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