E' difficile analizzare succintamente gli effetti provocati dal terrorismo in Israele. Come hanno scritto i classici, da Che Guevara fino a saggi accademici, e come ben sanno leader palestinesi vicini ad Arafat, il terrorismo indiscriminato fa schierare generalmente le masse colpite a favore della politica del governo, a sostegno di reazioni viscerali nettamente di destraOggi le strade di Israele sono semideserte. Andare al ristorante, al bar o al supermercato è un rischio. Le gente cerca di non uscire, la paura si annida ovunque. Il terrorismo ha colpito gli strati sociali più diversi, giovani e vecchi, uomini e donne, bambini, in quartieri modesti e meno, in supermercati o centri commerciali. La paura si diffonde e chiama altra violenza. Le posizioni politiche si estremizzano soprattutto se gli attentati si verificano durante feste sacre come quella di Pesah. In questa situazione la politica di Sharon sembra fallimentare perché «moderata». Per molti israeliani l'unica soluzione al pericoloso problema del terrorismo è una azione violenta di Israele che lo liquidi. Le lezioni della storia non insegnano niente a nessunoIl governo reagisce in sintonia con gli umori della piazza ed è lungi dal dare una spiegazione coerente sull'utilità delle azioni in corso. Generali e politici sono uniti in una irrazionale demenzialità. I carri armati si muovono per le strade di Ramallah, raggiungono altre città palestinesi, i veri terroristi si sono già nascosti, il terrorismo delle truppe israeliane e la morte di innocenti non avranno nemmeno bisogno di giustificazioni. Sono destinati a calmare una popolazione che non capisce che cosa sta succedendoLunedì scorso sono andato a Ramallah. I miei amici palestinesi mi avevano proposto la visita al campo profughi di al Amari. Alcune immagini le avevo già viste alla televisione. Ora potevo vedere con i miei occhi i risultati dell'ultima azione di Israele. Non sapevamo che la successiva era vicina. I dirigenti del campo mi hanno portato in un centro sociale, culturale e sportivo nel quale erano rimasti i segni del passaggio dell'esercito. Tutte le carte sparpagliate al suolo, i computer distrutti a colpi di fucile, i trofei rubati, mobili rovinati erano la testimonianza della lotta contro il terrorismo delle truppe israeliane. Il centro era stato ricostruito negli ultimi cinquant'anniNonostante questo sfondo di distruzione, abbiamo parlato di pace. Una pace giusta, non la pace che converta Arafat in un servo dei governi israeliani. I dirigenti del centro hanno accettato con piacere la visita di gruppi pacifisti israeliani come Ta'ayush, che potrebbero aiutare la ricostruzione. Avrebbero ricevuto anche pacifisti italiani (il giorno successivo sono arrivati rappresentanti dell'Arci)Da un lato la distruzione, dall'altro la disponibilità al dialogo. Poi ho fatto un giro tra le case del campo, seguendo la strada aperta dal mio esercito vittorioso. Per assicurare la vita dei soldati, che avrebbero rischiato eccessivamente passando per le stradine strette, è stato escogitato un metodo sicuro: si entra in una casa e da lì si apre un varco per passare in quella vicina e così di seguito. Questo richiede la distruzione non solo della parete ma di tutto quello che c'è intorno: cucina, mobili, utensili, vestiti. Una televisione, forse tutto il mondo ricreativo di una famiglia, è la muta testimonianza della violenza dei soldati. Distrutta a colpi di fucile o da un calcio. Le case sono più che povere. Ma questo non le rende immuni dalla furia dei soldati che hanno distrutto per distruggere. Nel campo e a Ramallah, l'entrata nelle case ha facilitato il saccheggio. Molti hanno denunciato il furto di gioielli, computer e altri oggetti di valoreCom è iniziato l'attacco? Prima si circonda il campo e si fanno i preparativi necessari perché un esercito moderno si muova. E questo aveva permesso ai più ricercati di fuggire molto prima dell'entrata dei militariChi sono i più attivi nei funerali delle vittime delle azioni israeliane o dei suicidi? Giovani di 15-16 anni. Uno dei miei amici mi spiega la verità sui kamikatze: giovani senza futuro, disoccupati, pieni di frustrazioni, umiliati e colpiti dall'occupazione, pieni di odio, vedono nella morte l'occasione dell'onore e della considerazione, della stima di tutta la collettività. La morte suicida e assassina si converte nell'opzione più onorevole nella vita di molti giovani. Sharon pretende che l'Autorità palestinese fermi il terrorismo. Lo dovrebbe fare Arafat assediato, senza luce e telefono. La criminale politica di Sharon e Ben Eliezer alimenta costantemente il terrorismo. Le forze entrate a Ramallah stanno facendo nascere ad ogni angolo, con la loro distruzione e morte, altri terroristi. Saranno la risposta demenziale e criminale alla politica demenziale e criminale del governo israeliano. Il vero problema, le radici del sangue che scorre a fiumi, sta nell'occupazione. Chi non capisce che si deve mettere fine all'occupazione, continuerà a balbettare frasi proprie di una campagna di propaganda che non cambieranno la realtà
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu chiede il cessate il fuoco e il ritiro israeliano. E' importante ma non basta. L'intervento internazionale è urgente per frenare le forze israeliane spinte dalla versione locale di Milosevic. Non si tratta di consolarsi domani con un tribunale internazionale ma di salvare oggi la vita di palestinesi e israeliani. Gli uni e gli altri vittime della criminale azione del governo israeliano e dei suoi alleati oggettivi del fondamentalismo islamico. Il cessate il fuoco non potrà essere effettivo se non garantirà l'apertura ditrattative che pongano fine all'occupazione. Per garantire la fase intermedia è necessario l'invio di truppe internazionali che proteggano la popolazione civile dagli abusi dell'esercito israeliano. Il silenzio ignominioso dell'Europa, servile alleata della politica americana, deve finire prima che sia troppo tardi. |
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