19 Apr 2002, Con questo titolo mercoledì 16 The Washington Post pubblicò un articolo di Marwan Barghuti, segretario generale di Al-Fatah in Cisgiordania e deputato del Consiglio legislativo palestinese, ora imprigionato da Sharon che promette di processarlo e condannarlo all'ergastolo. Riproponiamo i passi salienti dell'articolo, alla luce della tragedia attuale. La decisione del più importante quotidiano americano mostra comunque che gli americani almeno s'interrogano sulla tragedia che si consuma nei Territori palestinesi, anche attraverso le parole di undirigente dell'Intifada definito invece da sempre «un terrorista, a capo diterroristi» dal governo israeliano. Buona parte dei media italiani sarebbero mai stati disposti a fare altrettanto? Il premier israeliano Sharon, scrive Barghuti, non desidera il ritorno alla calma nei Territori «è stato eletto in periodo di crisi e sa che il suo potere è sostenibile solo in una fase di crisi...per questo cerca ogni pretesto per riaccendere le fiamme dell'agitazione ed evitare un ritorno al negoziato di pace». Barghuti descrive come le demolizioni di case e le esecuzioni mirate dei dirigenti palestinesi serve a Sharon solo a provocare nuove esplosioni di rabbia e violenza. «Posso garantire agli israeliani - scrive Barghuti - che il mio (possibile) assassinio o quelli di 85 dirigenti palestinesi (al 16 gennaio ndr) non porteranno alla sicurezza che cercano e meritano»Il solo modo per gli israeliani di ottenere la sicurezza, proseguiva il segretario di Al-Fatah, «è di mettere fine all'occupazione dei Territori palestinesi che dura da 35 anni. Gli israeliani devono dimenticare il mito che sia possibile avere sicurezza e occupazione allo stesso tempo e che una coesistenza pacifica possa realizzarsi tra lo schiavo e il padrone. La mancanza di sicurezza per Israele nasce dalla mancanza di libertà per i palestinesi...Non dimentichiamolo mai, i palestinesi hanno riconosciuto l'esistenza di Israele nel 78% della Palestina storica, invece Israele si rifiuta di riconoscere il diritto della Palestina di esistere nel rimanente 22%». E Barghuti non esita, sul W. P,: a rivolgere accuse durissime agli Stati Uniti. «Non abbiamo fiducia degli Usa che forniscono miliardi di dollari ogni anno a Israele contribuendo a finanziare l'espansione delle colonie (israeliane) illegali; negli Stati uniti `combattenti anti-terrorismo' e che forniscono a Israele gli F-16 e gli elicotteri da combattimento che poi vengono usati contro una popolazione senza difesa; negli Stati Uniti 'difensori della libertà e degli oppressi' e che poi appoggia Sharon nonostante sia accusato di crimini di guerra per le sue responsabilità nel massacro di profughi palestinesi nel 1982». «Non sono un terrorista - conclude Barghuti - ma nemmeno un pacifista. Sono una semplice persona che viene dalle strade palestinesi e che come ogni altra persona oppressa ha il diritto di difendersi in assenza di aiuti da qualsiasi parte. Questo principio potrebbe portare al mio assassinio...Non voglio distruggere Israele ma soltanto mettere fine all'occupazione del mio paese».
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