1) Ritirarsi completamente dai territori arabi occupati dal giugno 1967, compreso l'altopiano siriano del Golan e le ultime zone ancora occupate del Libano del Sud;
2) Accettare di trovare un accordo per una giusta soluzione del problema dei profughi palestinesi in conformità della risoluzione 194 che sancisce il loro diritto ritorno
3) Accettare la creazione di uno Stato palestinese indipendente e sovrano nei Territori palestinesi occupati sin dal giugno 1967 in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza e con la città santa di Gerusalemme (al-Quds al-Sharif) come sua capitale, in base alla risoluzione 1397 delle Nazioni Unite.
In cambio, i Paesi arabi sono disposti ad accettare i seguenti punti:
1) Considerare concluso il conflitto arabo-israeliano e di stipulare un trattato di pace con Israele per consolidare tale risoluzione;
2) Raggiungere una pace globale per tutti i Paesi della regione;
3) Stabilire normali relazioni nell'ambito di una pace globale con lo Stato ebraico.
La Lega Araba - hanno scritto inoltre i giornali libanesi - chiede al governo e alla popolazione di Israele di accettare questa iniziativa araba per proteggere le prospettive di pace e scongiurare un bagno di sangue nella regione, in modo da consentire ai Paesi arabi e allo Stato ebraico di coesistere fianco a fianco ed offrire alle prossime generazioni un futuro sicuro, stabile e prospero.
Secondo il quotidiano an-Nahar, la Lega Araba approva in particolare il rifiuto del governo di Beirut di assorbire definitivamente sul proprio territorio i circa quattrocentomila profughi palestinesi e la sua richiesta di applicare per essi la risoluzione 194 delle Nazioni Unite che ne sancisce il diritto al rimpatrio. Secondo la stampa libanese, la Lega Araba avrebbe anche accettato la richiesta di Damasco per una effettiva riattivazione del boicottaggio economico dei Paesi arabi nei confronti di Israele e il congelamento di qualsiasi tipo di rapporti o di normalizzazione con il governo in carica di Ariel Sharon.
Liberazione 27 marzo 2002
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