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Questa dichiarazione di Ziad Ajasih del Raze, medico all'ospedale di Jenin, è stata raccolta sabato da Radio Sherwood: "La situazione nel campo profughi è disastrosa. Da 48 ore non permettono alle ambulanze di entrare. Sono cinque giorni che stanno bombardando. Tanti chiamano in ospedale e chiedono aiuto. Ci sono morti per strada. La Croce Rossa non può fare niente. Le ambulanze non possono uscire e non possono entrare. Sparano sulle ambulanze, sparano sulle persone che tentano di soccorrere i feriti. C'è gente che chiama e dice 'Aiuto sto morendo'. E noi non possiamo fare niente.
Avevamo un ferito a 4-5 metri dall'entrata dell'ospedale, abbiamo mandato fuori due infermiere, che essendo donne non rappresentano un pericolo per l'esercito. Il militare ha gridato: 'Entrate dentro o sparo!'. Ci hanno dato il permesso di aiutarlo dopo 4 ore e lo abbiamo trovato morto.
Gli infermieri piangono. Non è mai successo nella storia. Telefonano all'ospedale e ci dicono che ci sono decine e decine di morti per le strade. Siamo tutti essere umani, israeliani, italiani, palestinesi.
Perché il mondo non ci tratta come essere umani? Gli israeliani sparano con gli elicotteri e con i carri armati.
Ci dicono che siamo terroristi.
Ieri hanno sparato ai serbatoi di benzina.
Non so se potremo fare qualcosa per i feriti, perché non abbiamo niente, né da mangiare né da bere.La città è distrutta. Il campo è una cosa terribile. Giorno e notte bombardano.Non ci sono giornalisti. E' importante che ci sia la presenza degli italiani perché proteggono le persone.Se c'è un soldato israeliano ferito vicino all'ospedale io lo aiuto. Perché è un essere umano come me, allora perché non si può aiutare una persona che sta morendo a 4 o 5 metri dall'ospedale?
Questa non è umanità. Questa non è politica".
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